Cyber Resilience Act: cosa cambia per gli utilizzatori di macchine CNC
Cosa significa realmente il Cyber Resilience Act per gli utilizzatori di macchine CNC
Negli ultimi dieci anni, i produttori si sono dedicati a connettere le macchine utensili a Internet per incrementare la produttività, automatizzare i processi e consentire la diagnostica a distanza. Tuttavia, ogni connessione alla rete ha ampliato la superficie di attacco potenziale.
Secondo una nuova ricerca della società di sicurezza informatica NCC Group, gli attacchi ransomware a livello globale sono aumentati del 50% su base annua nel 2025, con il settore industriale responsabile di circa un terzo di tutti gli attacchi.
Questo evidenzia come la tecnologia operativa (OT) e i sistemi di controllo industriale (ICS) di un'azienda non siano più obiettivi secondari, ma siano ormai diventati i bersagli principali. Questo dato non sorprende, considerando che, secondo una ricerca di OPSWAT-SANS, il 41% delle aziende investe nei sistemi di controllo industriale (ICS) e nella tecnologia operativa (OT) al massimo il 25% del proprio budget dedicato alla sicurezza informatica.
In questo contesto, il Cyber Resilience Act (CRA) dell'Unione Europea introduce un cambiamento fondamentale. A partire da settembre 2026, i produttori saranno tenuti a segnalare le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti di sicurezza più gravi.
Non sarà più sufficiente progettare macchine sicure: le vulnerabilità dovranno essere monitorate e gestite per tutta la durata della loro vita operativa. Per ottenere la marcatura CE, la sicurezza informatica dovrà ora affiancarsi alla sicurezza meccanica e alle prestazioni.
Si tratta di un cambiamento epocale. Le macchine CNC non sono più semplici sistemi meccanici dotati di un'interfaccia di controllo: oggi sono prodotti digitali connessi, basati su sistemi operativi embedded, in grado di comunicare attraverso le reti, trasferire programmi e file e consentire attività di assistenza remota.
Secure by Design: dalla teoria alla pratica
Esistono cinque passaggi pratici che gli utenti di macchine CNC possono intraprendere fin da subito per migliorare la resilienza e prepararsi alla conformità.
I produttori dovrebbero iniziare esaminando le modalità di connessione delle proprie macchine CNC e garantendo una netta separazione tra i sistemi IT degli uffici e le reti OT dell'officina.
Storicamente, molte macchine sono state collegate direttamente alla rete aziendale per ragioni di praticità e, in alcuni casi, persino esposte direttamente a Internet. Il CRA rafforza la necessità di proteggere adeguatamente queste connessioni, preservando al contempo i vantaggi offerti dalla connettività.
Il secondo consiste nel verificare la visibilità esterna. Un modo semplice per verificare se una macchina CNC è accessibile da Internet consiste nell'eseguire un test di connettività ('ping'). Se la macchina riesce a eseguire correttamente un ping verso un indirizzo pubblico esterno, come 8.8.8.8 di Google, significa che non è isolata all'interno della rete.
Il terzo passo consiste nel rivedere l'accesso remoto degli utenti. Le connessioni per i tecnici dell'assistenza o per terze parti devono essere crittografate, autenticate e limitate a un elenco definito di utenti con finestre temporali limitate, anziché essere lasciate permanentemente aperte. Questo approccio "zero-trust" significa che l'accesso alla rete viene negato di default, a meno che non venga esplicitamente autorizzato.
n quarto luogo, i produttori dovrebbero rivalutare le modalità con cui i programmi pezzo vengono trasferiti alle proprie macchine. Sebbene i dispositivi di archiviazione USB siano comodi, aumentano significativamente il rischio per la sicurezza e spesso rappresentano l'anello debole di una rete altrimenti sicura. Gli utenti dovrebbero invece passare a sistemi di trasferimento file sicuri e ad altre piattaforme tracciabili.
La divisione tra IT e OT
La maggior parte di noi è abituata al funzionamento dei propri sistemi informatici personali. Se utilizzi Microsoft Windows su un computer portatile, ti viene regolarmente richiesto di installare gli aggiornamenti. Non farlo è considerato una cattiva pratica, poiché i sistemi non aggiornati diventano vulnerabili alle minacce alla sicurezza e ai malware.
Le macchine CNC funzionano in modo diverso. I loro sistemi operativi Industrial IoT sono strettamente integrati con azionamenti, controlli PLC e funzioni di sicurezza, generalmente validati nell'ambito del lungo ciclo di vita della macchina.
Anche un aggiornamento minore del sistema operativo potrebbe alterare la temporizzazione, il comportamento delle comunicazioni o la compatibilità dei driver, compromettendo potenzialmente la precisione, l'affidabilità o la sicurezza.
Gli aggiornamenti, pertanto, non possono essere distribuiti nello stesso modo dei software per ufficio. Devono essere testati, validati e implementati in modo controllato, il che richiede una pianificazione chiara e responsabilità ben definite tra il produttore e l'utente finale.
Noi di Mazak abbiamo collaborato a stretto contatto con ingegneri di rete Cisco di alto livello per un lungo periodo di tempo al fine di sviluppare la nostra soluzione hardware. A partire dal 1° gennaio 2026, tutte le macchine ordinate saranno dotate di serie di funzionalità di connettività e sicurezza di rete estremamente robuste.
La piattaforma iCONNECT di Mazak si basa su tale architettura sicura. La soluzione è stata sviluppata nell'arco di tre anni e oggi il 40% dei nostri clienti utilizza gratuitamente Mazak iCONNECT Information Hub, che offre accesso a manuali e informazioni sulle macchine, FAQ e download sicuri del software.
Il servizio premium M2M (Machine-to-Mazak) aggiunge supporto e diagnostica da remoto forniti da tecnici Mazak, monitoraggio in tempo reale delle macchine da qualsiasi luogo, cronologia di utilizzo delle macchine e la possibilità di impostare backup giornalieri che possono essere ripristinati rapidamente in seguito a un incidente di sicurezza, riducendo al minimo i tempi di inattività. Un aspetto fondamentale è che questo servizio può essere installato anche su macchine già esistenti.
Un cambiamento strutturale
Il Cyber Resilience Act arriva in un momento in cui la produzione moderna è più connessa che mai.
Ciò rafforza la necessità che queste connessioni siano implementate in modo sicuro e strutturato, attraverso una chiara segmentazione della rete, un accesso controllato e un approccio che gestisca il software per tutto il ciclo di vita del dispositivo.
Ciò significa inoltre che le aziende manifatturiere possono sfruttare le tecnologie connesse con un livello di fiducia maggiore che mai, sia per integrare soluzioni di automazione, utilizzare dati in tempo reale o usufruire dell'assistenza remota, contribuendo così a creare ambienti produttivi più affidabili.